ENSEMBLE DELL’ ORER, Franco Fusi direttore


aperitivo

Concerti Aperitivo
Ottava edizione
Ridotto del Teatro Regio di Parma

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L’Ensemble dell’Ensemble dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna è composto da Sandu Nagy (flauto), Donatella Toni (flauto e ottavino), Pietro Corna (oboe), Giovanni Picciati e Daniele Titti (clarinetti), Fabrizio Benevelli (sax contralto e tenore), Elio Galeazzi (fagotto), Giorgio Nevi (corno), Marco Catelli e Valerio Panzolato (trombe), Carlo Gelmini (trombone), Alessandro Carobbi (timpani), Nicolò Vaiente (percussioni), Giacomo Baldelli (chitarra), Davide Carmarino (pianoforte), Mihaela Costea (primo violino), Gianni Covezzi (secondo violino), Cathryn Murray (viola), Radu Nagy (violoncello), Antonio Bonatti (contrabbasso).
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Il jazz, il ragtime e i ritmi afro secondo i grandi del Novecento: è il filo conduttore del prossimo Concerto Aperitivo al Ridotto del Teatro Regio di Parma, in programma domenica 9 febbraio ore 11. L’Ensemble dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna, diretto da Franco Fusi, eseguirà infatti il Ragtime per 11 strumenti di Igor Stravinskij, La création du monde op. 81a di Darius Milhaud e la Jazz Suite n. 1 di Dmitrij Šostakovič. Al termine, come di consueto, sarà offerto al pubblico un aperitivo. “Sono brani di tre grandi autori del Novecento – spiega Franco Fusi – rappresentanti delle alcune delle scuole compositive del vecchio continente, accomunati dalla passione e dall’interesse per i ritmi caraibici, il jazz, il foxtrot, la musica nera, e le diverse forme musicali provenienti dal Nuovo Mondo, ai quali ciascuno dà una lettura diversa. La créationdu monde di Milhaud nasce come musica per balletto, su testo di una novella africana su questo argomento. Ci sono sei movimenti che si susseguono senza soluzione di continuità, e che riportano indicazioni precise sul genere della musica a programma: dopo un’ouverture c’è il caos prima della creazione, poi il dissolvimento dell’oscurità e la creazione di flora e fauna, la creazione dell’uomo e la donna, la passione fra di loro, e il bacio con la conseguente nascita della primavera. La musica nera e caraibica era arrivata anche in Russia attraverso le orchestrine amatoriali, i concertini delle bande, la radio. La Jazz Suite di Šostakovič è composta da tre parti: un valzer dal grande respiro ma beffardo e aspro, una polka irriverente, e un foxtrot che si ricollega alle tradizioni che provenivano dal Nuovo Mondo. Questo è un brano del 1934: solo due anni dopo il compositore subirà la prima delle due denunce inflittegli dal regime di Stalin. Il pezzo di Stravinskij  è un ragtime, letteralmente ‘musica stracciata’: un ritmo considerato insieme al blues uno delle anime del jazz. È la marcia che suonavano nei bassifondi della città, nei locali a luci rosse, appannaggio dei mulatti più agiati. Questa di Stravinskij è una rilettura della tradizione afro molto acculturata – conclude Fusi – caratterizzata da un contrappunto dalla filigrana strettissima. Rispetto agli altri brani in programma, sarà forse leggermente più ostico all’ascolto per il pubblico”.

domenica 23 Febbraio 2014

ENSEMBLE DELL’ORCHESTRA REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA

foto Franco Fusi

Franco Fusi direttore

Igor Stravinskij, Ragtime
Darius Milhaud, La création du monde op. 81a
Dmitrij Šostakovič, Suite per orchestra jazz n. 1

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