Franco Donatoni HOT @ Bologna Festival


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Venerdì 30 ottobre 2015, ore 20.30 Oratorio San Filippo Neri, Bologna

ANTON WEBERN Langsamer Satz (1905) per quartetto d’archi

EMMA PARMIGIANI, INESA BALTATESCU, violini

GIULIA ARNABOLDI, viola

FILIPPO DI DOMENICO, violoncello

ANTON WEBERN 6 Stücke op. 6 (1910/1928), versione per orchestra da camera

ANTON WEBERN 4 Lieder op.13 (1914/1918) per soprano e orchestra da camera

KYOKO HATTORI, soprano

J.S.BACH Fuga ricercata n. 2 (1934) dalla Musikalischen Opfer, orchestrazione di Anton Webern per orchestra da camera

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FRANCO DONATONI Arpege (1986) per sei strumenti

FRANCO DONATONI Hot (1989) per sassofono sopranino/tenore e sei strumentisti

FABRIZIO BENEVELLI, Sax sopranino e tenore solista

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PIERPAOLO MAURIZZI e DANILO GRASSI, direzione

I gruppi cameristici del Conservatorio di Parma sono un laboratorio di eccellenza creato dal pianista Pierpaolo Maurizzi e dal percussionista Danilo Grassi. La qualità dell’esecuzione degli allievi dipende da criteri di studio prolungati e analitici: un modello didattico senza precedenti in Italia. Di Webern figurano, oltre all’accattivante e sensitivo tardoromanticismo del Langsamer Satz, i memorabili bagliori espressionisti dell’op.6 e il canto lunare dell’op.13; di Donatoni la proliferazione di frammenti che sfidano il vuoto di Arpège e la travolgente brillantezza jazzistica di Hot.

ENSEMBLE DA CAMERA del Conservatorio A. Boito
Jagoda Pietrusiak, flauto – ottavino
Linda Sarcuni, oboe
Rebecca Roda, corno inglese
Weronika Bacher, clarinetto – clarinetto piccolo
Massimo Ferraguti, clarinetto basso
Michele Gadioli, fagotto
Claudio Rossi, corno
Giuseppe Errico, tromba
Riccardo Gatti, trombone
Daniele Incerti, pianoforte e celesta
Andrea Coruzzi, harmonium (fisarmonica)
Eleonora Volpato, arpa
Paolo Nocentini, timpani – percussioni
Vittorio Licci, percussioni
Sergio Marturano, percussioni
Emma Parmigiani, violino
Inesa Baltatescu, violino
Giulia Chiapponi, violino
Elena Sofia De Vita, violino
Irene Maggio, violino
Giulia Arnaboldi, viola
Olga Arzilli, viola
Enrico Osti, viola
Filippo Di Domenico, violoncello
Michele Ballarini, violoncello
Gabriele Riccucci, violoncello
Pierluca Cilli, contrabbasso

GRUPPO DI MUSICA CONTEMPORANEA del Conservatorio A. Boito
Jagoda Pietrusiak, flauto
Weronika Bacher, clarinetto
Giuseppe Errico, tromba
Riccardo Gatti, trombone
Paolo Nocentini, percussione vibrafono
Daniele Incerti, pianoforte
Inessa Baltatescu, violino
Filippo Di Domenico, violoncello
Pierluca Cilli, contrabbasso

Per informazioni e biglietteria:
BOLOGNA WELCOME, Piazza Maggiore 1/E, Bologna
Tel. 051 231454 (dal martedì al sabato dalle 13 alle 19)
On line su vivaticket

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BBB (dir. F. Benevelli ) feat Walter Ricci


SABATO 8 NOVEMBRE 2014

TEATRO SECCI – Terni ore 18.30

Briccialdi Big Band

Gli archi del Briccialdi

Con la partecipazione del cantante jazz  WALTER RICCI.

Direttore prof. Fabrizio Benevelli

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George Gershwin Porgy and Bess Suite

Richard Rodgers The lady is a tramp

Jimmy Mundy Trav’lin Light

Richard Rodgers My funny Valentine

Arold Harlen Over the Rainbow

Ennio Morricone Ennio Morricone Medley

Cole Porter I’ve got you under my skin

Sacha Distel The good life

Seymor Simons All of me

Oasis Wonderwall

Soundgarden Black Hole Sun

Charles Trenette Beyond the sea

Michael Bublè Sway

BRICC BIA

VOCE Walter Ricci, Lucia Filaci, Lucia Giannini, Mona Hallab

VIOLINI Prof. Paolo Ciociola, Francesca Stefanini, Emanuele Rantica, Cristiano Urso, Gionatan Scoppetta, Antonio Margheriti, Veronica Canestrini, Camilla Fausti, Niccolò Ceccarelli, Zakaria Hammad, Veronica Bocci, Anna Chiappalupi, Elena Madaro

VIOLE Prof. Flaminia Zanelli, Chiara Mazzocchi, Rosa Calabrese

VIOLONCELLI Prof. Daniela Petracchi, Elena Bianchetti, Elisa Ciuffetti, Gabriele Boccio

SAXOFONI Alessio Micheli, Leonardo Crescimbeni, Andrea Leonardi, Francesco Dominicis, Andrea Piccione, Lorenzo Stentella

FLAUTI Chiara Dragoni, Jacopo Urso

CLARINETTI Marco Petrucci, Sofia Cocco

TROMBONI Prof. Max Costanzi, Flavio Placidi, Lorenzo Rosati, Giovanni Dominicis, Eugenio Renzetti, Matteo Paluzzi

TROMBE Prof. Andrea Di Mario, Antonio Mandosi, Filippo Finucci, Gabriele Gaiba, Lorenzo Creti, Daniele Leonardi, Filippo Calandri

PIANOFORTE Prof. Alessandro Bravo, Lorenzo Pizzuti

CHITARRA Federico Ceriola

CONTRABBASSO Matteo Fabrizi, Tiziano Marchetti

BATTERIA & PERC. Prof. Fabio d’ Isanto, Giulio Calandri, Dimitri Fabrizi, Giacomo Bacchio, Giovanni Nardo

nota

Composta da allievi dell’Istituto Musicale di Studi Superiori “G. Briccialdi” di Terni la Briccialdi Big Band è nata nell’ nno accademico 2010/11 a scopo didattico. Il gruppo, attualmente diretto dal prof. Fabrizio Benevelli, è composto da una sezione ritmica classica (pianoforte, chitarra, basso, batteria), fiati (saxofoni, trombe e tromboni) e percussioni. La Briccialdi Big Band propone un repertorio che spazia dal jazz di “In the mood” di Glenn Miller al latin di “Oye come va” di Tito Puente, dal funky degli Earth, Wind & Fire alla fusion di “On Brodway” (resa celebre dal chitarrista George Benson) e ha al suo attivo numerosi concerti in città e fuori. Dal 2013, grazie alla collaborazione con la classe di Canto dell’Istituto “G .Briccialdi”, si aggiungono alla BBB alcune voci soliste nell’interpretazione di brani swing come “It don’t mean a thing” di Duke Ellington e brani pop come “Street Life” di Randy Crawford.

I componenti dell’Orchestra partecipano a masterclass tenute da docenti di chiara fama come Marco Ferri e Mike Applebaum, che in veste di direttori e solisti hanno guidato la BBB in svariati concerti. Nell’anno accademico la BBB 2013/14 ha affrontato importanti pagine di George Gershwin, Igor Stravinsky e Leonard Bernstein, sotto la direzione di Fabio Maestri.

A febbraio 2014 la BBB ha accompagnato il celebre trombettista jazz Fabrizio Bosso in occasione del SanValentino Jazz Festival, con un concerto presso il Centro Multimediale di Terni che ha riscosso un caloroso successo. A luglio 2014 l’ incisione del primo CD del gruppo musicale, principalmente dedicato a brani per solista e big band.

BRICCIALDI

Walter Ricci classe 1989, nasce e cresce in un ambiente musicale. Suo padre Luigi, diplomato al conservatorio, lo stimola ad ascoltare ogni genere musicale, dalla classica al jazz. Sarà però il jazz a incuriosirlo e ad appassionarlo fin da giovanissimo. Ascolta e apprende i vari stili, dallo swing al bebop, fino al contemporary jazz. A otto anni inizia a cantare imitando colossi come Frank Sinatra, Tony Bennet ed Ella Fitzgerald, e a undici comincia a studiare, con l’ausilio del pianoforte, la tecnica dell’improvvisazione. In tre anni raggiunge una maturità tale da consentirgli di affiancare sul palco musicisti già noti e si allena nella migliore palestra per questo genere musicale, la jam-session. Si esibisce con il suo quartetto dall’eta di quattordici anni e nel 2006 vince il “Premio Nazionale Massimo Urbani”. Dal 2008 collabora con prestigiosi nomi del panorama italiano e internazionale, quali Stefano Di Battista, Lorenzo Tucci, Guido Pistocchi, Mario Biondi, Daniele Scannapieco. Ha partecipato all’edizione 2009-2010 di Domenica In, collaborando con artisti di fama internazionale. Nonostante la sua giovane età, Walter Ricci continua ad esibirsi con il suo quartetto e in altre formazioni, unendo all’eredità della grande tradizione dei crooners d’oltre Oceano l’influsso di generi contemporanei, che confluiscono spontaneamente in uno stile contaminato da nuove sonorità, spaziando abilmente dal jazz al pop.

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Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Prenotazioni presso Istituto “G. Briccialdi”, Via del Tribunale, Terni

Note de la Nuite (Quartetto)


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Domenica 5 gennaio in scena, alle 16.30, la prima al Teatro dell’Opera di Roma del trittico di danza contemporanea Notes de la Nuit. Repliche martedì 7 (ore 20), mercoledì 8 (ore 20), giovedì 9 gennaio (ore 20).

In apertura Quartetto, del coreografo partenopeo Francesco Nappa. Sul palcoscenico del Costanzi una formazione di sassofoni dal vivo (Fabrizio Benevelli, Marco Gerboni, Vittorio Quinquennale, Emiliano Rodriguez) ha ispirato i movimenti di quattro coppie: in scena i Solisti del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma.

LA VERDI di MILANO Nel segno di Zappa


Mercoledì 18 Dicembre 2013 – Auditorium di Milano Fondazione Cariplo,Largo Mahler

Una celebrazione in musica, parole e immagini del geniale artista, nel ventennale della sua scomparsa.

Dal vivo all’Auditorium:
– Le partiture originali di Frank Zappa eseguite dall’Orchestra Verdi diretta daDanilo Grassi;

– Il concerto degli Ossi Duri con la partecipazione eccezionale di Elio;

– La presentazione del libro “Frank e il resto del mondo” di Alessandra Izzo;

– Una retrospettiva di rari filmati originali live di Zappa e Mothers of Invention.

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IL PROGRAMMA DELLA SERATA

ore 20.30 – Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi in concerto. Musiche di Frank Zappa, Edgard Varèse, Igor Strawinsky. Dirige il Maestro Danilo Grassi

Edgard VarèseIntégrales 

Frank ZappaDupree’s Paradise 

Frank ZappaThe perfect stranger 

Igor Stravinskij, Ragtime 

Frank ZappaOutrage at Valdez 

Frank ZappaThe dog Breath Variations 

Frank ZappaGet Whitey 

Frank ZappaBe-Bop Tango 

Frank ZappaQuesti cazzi di piccione 

Frank ZappaG-Spot Tornado 

Zappa

Una lunga notte “Nel Segno di Zappa”.Mercoledì 18 Dicembre all’Auditorium di Milano si celebra il genio compositore italo-americano scomparso vent’anni fa. Musicista raffinato, talent scout, dissacratore, “grillo parlante” dell‟american way of life, Frank Zappa è una delle figure più discusse e controverse del Novecento.

L’evento ideato e prodotto Barley Arts si sviluppa fra parole, musica e immagini a partire dalle 18.00 e fino a notte. Fin dall’apertura dell Auditorium, gli spettatori potranno assistere alla proiezione di immagini di repertorio che ripercorrono le esibizioni live di Frank Zappa and The Mothers Of Invention, sia in tour sia in trasmissioni TV. Una scelta effettuata fra quindici ore di materiale raro, ufficiale e non, selezionato da uno zappiano e collezionista doc, Giancarlo Trombetti.

Alle 18.00 nel foyer di Galleria dell’Auditorium si comincia con il primo appuntamento, la presentazione del libro-intervista “Frank e il Resto del Mondo”, il tributo che Alessandra Izzo ha voluto rendere al maestro di Baltimora, guidando il lettore in un affascinante percorso fatto dalle testimonianze di chi lo ha conosciuto e ha collaborato con lui.

La sorella Patrice Zappa, Bunk Gardner dei Mothers of Invention, Essra Mohawk , Claudio Trotta (che portò Zappa in Italia nel 1988), l’attore Rutger Hauer che lo frequentò da amico, compongono un ritratto inedito e appassionato dell’uomo, prima ancora che del musicista. Introdotto e moderato da Ezio Guaitamacchi, giornalista e scrittore, l’incontro sarà occasione di dibattito sui temi zappiani insieme a Claudio Trotta, Luigi Corbani de laVerdi, il musicista Fabio Treves e Giancarlo Trombetti, produttore ma soprattutto collezionista di materiali zappiani.

Alle 20.30 sul palco della Sala Grande laVerdi diretta dal maestro Danilo Grassi eseguirà vari brani tratti da The Yellow Shark, l’ultimo album composto da Zappa e uscito postumo nel 1993, insieme ad altri cult come The Perfect Stranger, intervallati da composizioni di altri grandissimi compositori come Igor Stravinskji e Edgar Varèse, particolarmente amati dallo stesso Zappa.

Alle 22.00 dopo un breve intervallo per il cambio palco, ancora musica live di Frank Zappa, questa volta interpretata dagli Ossi Duri, band nata proprio il 4 Dicembre 1993 per tramandare con un personale tributo il genio dell’artista, mentore musicale dei suoi componenti, ai quali si uniranno per questa speciale occasione Elio, già ospite in due dei loro album in uscitae Fabio Treves, il “Puma di Lambrate”,divulgatore del verbo “blues” in Italia, che conobbe Zappa durante il tour del 1988. Treves è stato l’unico musicista italiano a salire sul palco con lui.

Tourandot – Teatro dell’ Opera di Roma


TURANDOT

Teatro Costanzi

Musica di Giacomo Puccini

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Saxofoni: Emiliano Rodriguez, Fabrizio Benevelli

Direttore
Pinchas Steinberg
Regia
Roberto De Simone
ripresa da
Mariano Bauduin
Maestro del Coro
Roberto Gabbiani
Scene
Nicola Rubertelli
Costumi
Odette Nicoletti
Luci
Agostino Angelini

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA

Allestimento del Teatro Petruzzelli di Bari

Prima rappresentazione

Mercoledì 23 ottobre, ore 20.00

Repliche

Giovedì 24 ottobre, ore 20.00

Venerdì 25 ottobre, ore 20.00

Sabato 26 ottobre, ore 18.00

Domenica 27 ottobre, ore16.30

Martedì 29 ottobre, ore 20.00

Mercoledì 30 ottobre, ore 20.00

Giovedì 31 ottobre, ore 20.00

TRAMA

L’azione si svolge a Pechino, “al tempo delle favole”.

Un mandarino annuncia pubblicamente un editto: Turandot, figlia dell’Imperatore, sposerà quel pretendente di sangue reale capace di risolvere tre indovinelli da lei stessa proposti; colui però che non saprà risolverli verrà decapitato. Il principe di Persia, l’ultimo dei tanti pretendenti sfortunati, ha fallito la prova e sarà giustiziato al sorgere della luna. All’annuncio, tra la folla desiderosa di assistere all’esecuzione, sono presenti il vecchio Timur che, nella confusione, cade a terra, e la sua schiava fedele Liù. Un giovane accorre ad aiutare il vegliardo: è Calaf, che riconosce nell’anziano uomo suo padre, re tartaro spodestato. Si abbracciano commossi e il giovane Calaf prega il padre e la schiava Liù, molto devota e innamorata di Calaf, di non pronunciare il suo nome per non essere riconosciuto dai regnanti cinesi che hanno usurpato il trono del padre. Entra il corteo che accompagna la vittima. Alla vista del giovane principe, la folla si commuove e invoca la grazia per il condannato, ma Turandot, glaciale, con un gesto dà l’ordine al boia di giustiziare l’uomo. Calaf, che prima l’aveva maledetta per la sua crudeltà, ora impressionato dalla regale bellezza di Turandot, decide di tentare anche lui la risoluzione dei tre enigmi. Tentano di dissuaderlo prima Timur e Liù, poi tre ministri del regno Ping, Pong e Pang. Ma Calaf, quasi in una sorta di delirio, si libera di loro e suona tre volte il gong, invocando il nome di Turandot, che appare quindi sulla loggia del palazzo imperiale e accetta la sfida.

Ping, Pong e Pang si lamentano delle esecuzioni delle troppe sfortunate vittime di Turandot. L’imperatore Altoum invita Calaf, presentatosi come Principe Ignoto a desistere, ma quest’ultimo rifiuta. Il mandarino fa dunque iniziare la prova, mentre entra Turandot. La bella principessa spiega il motivo del suo comportamento: molti anni prima il suo regno era caduto nelle mani dei tartari e, in seguito a ciò, una sua antenata era finita nelle mani di uno straniero. In ricordo della sua morte, Turandot aveva giurato che non si sarebbe mai lasciata possedere da un uomo: aveva così inventato il rito degli enigmi, convinta che nessuno li avrebbe mai risolti. Calaf riesce a risolvere uno dopo l’altro gli enigmi e la principessa, disperata e incredula, si getta ai piedi del padre supplicandolo di non consegnarla allo straniero. Ma per l’imperatore la parola data è sacra. Turandot si rivolge allora al Principe e lo ammonisce che in questo modo egli avrà solo una donna riluttante e piena d’odio. Calaf la scioglie allora dal giuramento proponendole a sua volta una sfida: se la principessa, prima dell’alba, riuscirà a scoprire il suo nome, egli si sottoporrà alla scure del boia. Il nuovo patto è accettato, mentre risuona un’ultima volta, solenne, l’inno imperiale.

Quella notte nessuno deve dormire a Pechino, il nome del principe ignoto deve essere scoperto a ogni costo, pena la morte. Calaf intanto è sveglio, convinto della vittoria. Ping, Pong e Pang gli offrono qualsiasi cosa in cambio del suo nome, ma il principe rifiuta. Nel frattempo, Liù e Timur catturati, vengono portati davanti ai tre ministri. Turandot, ordina loro di parlare. Liù, per difendere Timur, afferma di essere la sola a conoscere il nome del Principe Ignoto, ma dice anche che non svelerà mai il suo nome. Torturata, continua a tacere per amore di Calaf, poi nel timore di non sopportare altre torture strappa il pugnale ad una guardia e si uccide.

QUARTETTO di Francesco Nappa @ Quinquennale, Gerboni, Rodriguez, Benevelli (saxofoni)


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QUARTETTO Nuova creazione di Francesco Nappa.
Vittorio Quinquennale (sax soprano), Marco Gerboni (sax alto), Emiliano Rodriguez (sax tenore), Fabrizio Benevelli (sax baritono). Musica di Steve Reich e Philip Glass.

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Eleonora Abbagnato, étoile dell’Opéra de Paris
Benjamin Pech, étoile dell’Opéra de Paris
Gaia Straccamore, prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma
Amar Ramasar, principal dancer del New York City Ballet
Alessio Carbone, primo ballerino dell’Opéra de Paris
Gaia Straccamore, prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma
Riccardo Di Cosmo, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma

 

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ARIA TANGO
Nuova creazione di Micha van Hoecke con musiche di Tango di Luis Bacalov, presente con il suo Quartetto.

IN THE NIGHT
Musica di Frédéric Chopin, Coreografia di Jerome Robbins

Venerdì 12 aprile ore 20.00, domenica 14 aprile ore 16.30, mercoledì 17 aprile ore 20.00, martedì 16 aprile ore 20.00

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Teatro delle Note feat Fabrizio Benevelli


Fondazione Arturo Toscanini – Teatro Regio di Parma
Concerti Aperitivo 2012/13
Incursioni nella musica e nella letteratura americana

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Alessandro Nidi (pianoforte e direttore), Fabrizio Benevelli (sax e clarinetto), Paolo Murena (percussione), Mario Mauro, Maurizio Daffunchio, Julia Geller, Franco Tomasi, Sabrina Fontana, Gianni Covezzi (violini), Sara Screpis, Carmen Condur (viole), Micaela Milone, Donato Colaci (violoncelli), Claudio Saguatti (contrabbasso).

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Musiche di Aaron Copland, Scott Joplin, Gerry Mulligan, Henry Mancini, George Gershwin, Elliott Carter, Philip Glass, John Cage, Vincent Youmans, Leonard Bernstein. Testi di Anonimi Pellerossa, D. Walcott, E. Allan Poe, L. Hughes, R. Carver.

Arrangiamenti di Franco Tomasi, letture a cura di Sabrina Fontana.

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La musica del Nuovo Mondo intrecciata agli altri linguaggi della poesia, prosa e arte visiva americane: questo è il canovaccio dello spettacolo che vuole in sintesi offrire, in un piccolo ma significativo caleidoscopio, la straordinaria offerta culturale di un mondo che si apriva, nel XIX e XX secolo, a persone di ogni provenienza. Una vera e propria “Babele”, quell’America, in cui, a prezzo di enormi sacrifici, si è imparato anche a convivere, a conoscere e a cercare la libertà.

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La musica del Nuovo Mondo intrecciata agli altri linguaggi della poesia, prosa e arte visiva americane: questo è il canovaccio dello spettacolo che vuole in sintesi offrire, in un piccolo ma significativo caleidoscopio, la straordinaria offerta culturale di un mondo che si apriva, nel XIX e XX secolo, a persone di ogni provenienza. Una vera e propria “Babele”, quell’America, in cui, a prezzo di enormi sacrifici, si è imparato anche a convivere, a conoscere e a cercare la libertà.

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Dal punto di vista musicale, quello offerto …’Dal Nuovo Mondo’ è un viaggio che si origina dalla musica e cultura dei Pellerossa per proseguire con i canti degli afroamericani (blues, spirituals) e approdare a quegli autori che hanno inventato stili originali per quanto, alla lunga, derivati dalla cultura europea. L’America degli States dunque come crocevia di culture che si intrecciano, si rapportano e producono il nuovo. I brani sono alternati alle letture scelte da autori significativi per stile ed identità della cultura americana.

…con Yuri Temirkanov


L’ esperienza con l’orchestra del Teatro Regio di Parma è stata fantastica: il grande Maestro Yuri Temirkanov ha reso straordinariamente i Quadri di un Esposizione di Mussorgky. Mi sono divertito molto.

 

GAZZETTA DI PARMA 17/02/2011

Non sono frequenti le serate in cui sembra di avvertire la musica come qualcosa che vola, impalpabile e avvolgente, come si fosse liberata dalle grinfie dello strumento che da generatore di suoni si trasformi in magico dispensatore di poesia. Il segno del grande interprete sta appunto nella capacità di operare tale trasformazione, si tratti del pianoforte, del violino o quant’altro ma pure di quello strumento ben più complesso che è l’orchestra, come ancora una volta ha saputo mostrarci Temirkanov dirigendo l’orchestra del Regio in un programma di estremo impegno; difficoltà che sono parse sciogliersi sotto la sua guida stimolante, con quella sua inconfondibile “segnaletica”, che ha ottenuto non solo l’ordine e la coesione indispensabili perché il discorso possa organizzarsi logicamente ma pure quella libertà grazie alla quale la musica può prendere il volo. Libertà nell’ordine potrebbe essere la cifra sintetica di questo grandissimo direttore, termini resi oltremodo eloquenti in un programma a lui familiare, tutto russo, come quello proposto l’altra sera. Ed è infatti proprio questa appartenenza alla propria cultura la matrice di un’autenticità, di una fedeltà interiore che nella sua visione si traduce in realtà sonora ricreata con quella felicità e quella naturalezza che agiscono da garanzia contro i tanti rischi celati in questa musica, l’enfasi, il colorismo troppo esposto, gli eccessi decadentistici o, per contro, la stilizzazione: il suo Caikovskij ascoltato in altre occasioni è l’esempio assoluto, come esemplare è stato il Rachmaninov del Terzo Concerto realizzato ora in perfetta intesa con un pianista di eccellente caratura quale Nikolai Lugansky; opera fin troppo consumata dal maluso, ancor oggi spesso impiegata come prova di forza per mani d’acciaio, l’altra sera ha ritrovato tutta la sua grandiosa eloquenza e insieme la sua poetica intimità attraverso una visione sinfonica la cui complessità Temirkanov è andato svelando seguendo e animando le imponenti ondate che plasmano l’inquieta struttura ma cogliendo al tempo stesso le inflessioni più segrete, quelle che lasciavano pure intendere con quale organicità il pianoforte – dopo il magico biglietto da visita del tema d’apertura, dal sapore gregorianeggiante  («un tema che si è scritto da sé» diceva Rachmaninov ) – si fa protagonista, con punte di virtuosismo trascendentale rimanendo pur sempre parte integrante di un tessuto così palpitante. Da ciò la necessità di un’intesa che l’altra sera si è rivelata straordinaria: Lugansky ha qualità pianistiche di grande rilievo ma pure una musicalità (è anche raffinato camerista) di cui la sua tecnica smagliante è chiaramente nutrita, nella qualità del suono, nella ariosità del fraseggio, nel modo di articolare certi dettagli. Festeggiatissimo ha offerto ancora una pagina di Rachmaninov, il visionario Preludio in sol diesis, dodicesimo dell’op.32. Altra prospettiva nella seconda parte con i «Quadri» di Musorgskij, pur rimanendo in Russia, una Russia più terrigna rispetto a quella di Rachmaninov che ha un occhio verso occidente, anche se l’orchestrazione di Ravel spoglia non poco la “russicità” che impregna genialmente l’originale pianistico per innescare invece la sfida tecnica, estrema per gli strumentisti quanto per il direttore; sfida che Temirkanov ha gestito con quel segno ineffabile, di rigore e di estro insieme, disegnando ogni quadro secondo il carattere scavato nella materia musicale più che nell’effetto illustrativo e con quell’autorevolezza alla quale i nostri esecutori hanno mostrato ormai una ben apprezzabile aderenza. Serata trionfale, accompagnata dall’augurio e dalla speranza che la presenza di Temirkanov si rinnovi con la stessa felicità.

…con Herbie Hancock & Lang Lang all’ Arena di Verona


Ho l’ onore di partecipare in orchestra al grande evento del 13 luglio all’ Arena di Verona:

Accompagnati dall’Orchestra dell’Arena di Verona
e diretti da John Axelrod, Herbie Hancock e Lang Lang
eseguiranno la Rhapsody in Blue, il concerto di Vaughan-Williams,
brani solistici e un repertorio per pianoforte a quattro mani.

HERBIE HANCOCK E LANG LANG
Due icone della musica jazz e della musica classica, i pianisti Herbie Hancock e Lang Lang , suoneranno il 13 luglio 2009 in quella che è la prima data italiana del tour mondiale che li vede impegnati insieme.

Dopo l’enorme successo ottenuto dalla loro interpretazione di Rhapsody in Blue, premiata nel 2008 con il Grammy, il mondo della musica auspicava che i due artisti si incontrassero ancora per portare sui palcoscenici di tutto il mondo la loro geniale esperienza musicale.

Accompagnati dall’Orchestra dell’Arena di Verona, Herbie Hancock e Lang Lang eseguiranno la Rhapsody in Blue, nell’arrangiamento per due pianoforti e orchestra, il concerto di Vaughan-Williams, sempre per due pianoforti ed orchestra, e saranno diretti da John Axelrod. Il programma darà spazio anche a brani solistici e ad un repertorio per pianoforte a quattro mani.

Definito dal New York Times, “l’artista più richiesto nel panorama mondiale della musica classica”, Lang Lang, a soli 26 anni, si è già esibito nei maggiori teatri di tutto il mondo, collaborando con numerosi direttori d’orchestra, tra cui Daniel Baremboin, Pierre Boulez, Roberto Chailly, Sir Colin Davis, Valerj Gergiev, Mariss Jansons, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Seiji Osawa.

Herbie Hancock, con cinquant’anni di carriera folgorante alle spalle e 12 Grammy Awards vinti, continua a stupire il pubblico grazie alle continue e coraggiose sperimentazioni che trascendono ogni tipo di stili. Herbie Hancock inizia a studiare pianoforte all’età di 7 anni e a 11 anni esegue un concerto di Mozart accompagnato dall’Orchestra Sinfonica di Chicago. Dal 1963 al 1968, collabora con il leggendario Miles Davis ed il suo storico Quintetto. Hancock è il primo musicista jazz ad avere esplorato la musica elettronica ed acustica ed è stato anche il primo artista jazz a vincere, con l’album Head Hunters, il disco di platino. L’ultimo Grammy lo ha vinto nel 2008, con l’album River: The Joni Letters, un tributo all’amica di sempre e grande artista Joni Mitchell.

Lang Lang è stato il primo artista cinese a suonare con le Orchestre Filarmoniche di Berlino e di Vienna, oltre ad avere collaborato con le orchestre americane più prestigiose. Nell’agosto 2008, la sua popolarità è diventata planetaria dopo l’esibizione alla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di Pechino.