Filarmonica Arturo Toscanini Quadri di un’esposizione


logoparma

Nuove atmosfere

21 Febbraio 2014 ore 20.30 Auditorium Paganini Parma

22 Febbraio 2014 ore 21 Teatro Comunale di Piacenza

23 Febbraio 2014 ore 20.30 Teatro Rossini di Lugo di Romagna

1239073_10151899590891807_1316360001_o

 

 

 

 

 

Igor Stravinskij (1882-1971)

Scherzo à la russe

Franz Joseph Haydn  (1732-1809)
Sinfonia n. 93 in re maggiore Hob I:93

Modest Musorgskij  (1839-1881)
Quadri di un’esposizione
(versione per orchestra di Maurice Ravel)                                                                                 

431682_10150719532871807_529112059_n

E’ imperdibile per…….

……chi  vuole assaporare la componente visiva della musica provando l’ebrezza di ‘ascoltare’ dei quadri. Quadri di un’esposizione, composti da Musorgskij nel 1874, è la trasposizione musicale di una visita a un’esposizione del pittore Hartmann in cui si susseguono dieci brani ispirati da quelle opere pittoriche. L’orchestra qui si presenta come un’ enorme tavolozza espressiva legata alla resa di momenti maestosi, ma anche  ombrosi e cupi oppure  carichi di un istintivo e cieco vitalismo, fino a rappresentare mostruosità terribili. Non a caso i Quadri di un’esposizione hanno trovato grandi estimatori tra i compositori del Novecento. Primo fra tutti Ravel che ne fa una trascrizione per orchestra nel 1922 tratta dall’originale per pianoforte.
Per quanto riguarda i colori della musica, un mago nell’utilizzarli è senz’altro Stravinskji. Un esempio è il suo Scherzo à la russe composto a Hollywood nel 1944, originariamente scritto per una jazz band, poi orchestrato. Contagiosa è la gioia e il carattere solare della composizione, immersa nella dimensione della festa russa, avvolta da un vivace spirito danzante.
… vuole stupirsi dei colori orchestrali che sa inventare il padre Haydn nella Sinfonia n.93, carica di humor, come di momenti malinconici, subito travolti da una gioia esplosiva.

Lanzillotta-rid

Francesco Lanzillotta è considerato uno dei più promettenti giovani direttori nel panorama musicale italiano. Negli ultimi anni ha diretto in alcuni fra i più importanti teatri italiani, fra i quali Teatro La Fenice di Venezia, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Verdi di Trieste, Teatro Filarmonico di Verona e Teatro Lirico di Cagliari. È regolarmente ospite di importanti compagini orchestrali, fra le quali Orchestra RAI di Torino, Orchestra del Teatro Filarmonico di Verona, Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, Gyeonggi Philharmonic Orchestra a Suwon (Korea) e Sofia Philharmonic Orchestra. Direttore Principale Ospite del Teatro dell’Opera di Varna in Bulgaria, vi ha ivi diretto produzioni quali Cavalleria Rusticana, Pagliacci, Le nozze di Figaro e La bohème. Ad ottobre 2011 ha diretto al Teatro Verdi di Trieste un programma sinfonico con musiche di Mozart e Beethoven e a novembre dello stesso anno, La notte di un nevrastenico e I due timidi di Nino Rota al Teatro Verdi di Sassari. Nel gennaio 2012 dal Teatro San Carlo ha inizio la lunga tournée con l’Opera da tre soldi in cartellone nei più grandi teatri italiani, fra i quali il Teatro La Fenice di Venezia e il Teatro Alighieri di Ravenna con l’Orchestra Cherubini. Ad aprile 2012 ha debuttato con l’Orchestra dell’Arena di Verona in concerto sinfonico con musiche di Shostakovich e Beethoven. A segnare l’inizio di stagione 2012/13 è la direzione dei Carmina Burana con l ’Orchestra dei Giovani dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per il Reate Festival. In seguito è salito sul podio dell’Orchestra Regionale Toscana per il “Festival Play It!” a Firenze, ed ha compiuto il prestigioso debutto sul podio dell’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino con un programma dedicato a Stravinskij e Berlioz. Ha diretto inoltre l’Histoire du soldat al Teatro San Carlo di Napoli e Il Maestro di cappella all’Opéra de Nancy.

 

IL TOUR ESTIVO di SAXOFOLLIA continua anche AD AGOSTO


Continua la lunga estate del quartetto Saxofollia che, nell’anno del ventennale dalla fondazione del gruppo, si vede impegnato in una assidua attività concertistica che tocca le rassegne musicali di quasi tutta Italia, da Spoleto fino a Belluno.

Saxofollia Franceschini Guiglia

Giovedì 1 alle ore 21,00, presso il Castello di Guiglia (MO) il quartetto di Saxofoni si esibirà insieme al clarinettista Stefano Franceschini in un frizzante programma che spazia da virtuosistiche variazioni su temi d’opera per clarinetto fino a brani di musica etnica e swing.

MusicaPerUnRestauro

Lo stesso programma sarà replicato il giorno 11 Agosto a Zocca (MO) all’interno della rassegna “Musica per un restauro” organizzati dall’associazione Italia Nostra Zocca in collaborazione con l’amministrazione comunale.

427744.gif

Domenica 4 Agosto il quartetto si trasferisce a Salsominore (PR) per la rassegna “Musica in Castello” e presenterà il programma “Tra America ed Europa”, un gioco di specchi tra le musiche del vecchio e nuovo continente.

Quartetto saxofollia I

Giovedì 8 doppio appuntamento a Fanano, sull’Appennino Modenese. Alle ore 17,00 presso il circolo culturale “Bortolotti” andrà in scena “Pierino e il Lupo e altre storie in musica”: uno spettacolo per l’infanzia che rivisita la nota opera di Prokofiev riarrangiata per quattro sax e narrata dall’attore Giorgio Incerti. Alle ore 21,00 nella suggestiva cornice della Chiesa di S. Giuseppe, il quartetto di saxofoni alliterà il pubblico spaziando dalla musica classica di Vivaldi e Mendelssohn fino al jazz di Gershwin o Galliano.

312307_10151572680866693_1935556530_n

Cinque appuntamenti imperdibili all’insegna della buona musica e dell’estro targato Saxofollia Project. Il quartetto Saxofollia è composto da Fabrizio Benevelli (sax soprano), Giovanni Contri (sax contralto), Marco Ferri (sax tenore) ed Alessandro Creola (sax baritono).

…con Yuri Temirkanov


L’ esperienza con l’orchestra del Teatro Regio di Parma è stata fantastica: il grande Maestro Yuri Temirkanov ha reso straordinariamente i Quadri di un Esposizione di Mussorgky. Mi sono divertito molto.

 

GAZZETTA DI PARMA 17/02/2011

Non sono frequenti le serate in cui sembra di avvertire la musica come qualcosa che vola, impalpabile e avvolgente, come si fosse liberata dalle grinfie dello strumento che da generatore di suoni si trasformi in magico dispensatore di poesia. Il segno del grande interprete sta appunto nella capacità di operare tale trasformazione, si tratti del pianoforte, del violino o quant’altro ma pure di quello strumento ben più complesso che è l’orchestra, come ancora una volta ha saputo mostrarci Temirkanov dirigendo l’orchestra del Regio in un programma di estremo impegno; difficoltà che sono parse sciogliersi sotto la sua guida stimolante, con quella sua inconfondibile “segnaletica”, che ha ottenuto non solo l’ordine e la coesione indispensabili perché il discorso possa organizzarsi logicamente ma pure quella libertà grazie alla quale la musica può prendere il volo. Libertà nell’ordine potrebbe essere la cifra sintetica di questo grandissimo direttore, termini resi oltremodo eloquenti in un programma a lui familiare, tutto russo, come quello proposto l’altra sera. Ed è infatti proprio questa appartenenza alla propria cultura la matrice di un’autenticità, di una fedeltà interiore che nella sua visione si traduce in realtà sonora ricreata con quella felicità e quella naturalezza che agiscono da garanzia contro i tanti rischi celati in questa musica, l’enfasi, il colorismo troppo esposto, gli eccessi decadentistici o, per contro, la stilizzazione: il suo Caikovskij ascoltato in altre occasioni è l’esempio assoluto, come esemplare è stato il Rachmaninov del Terzo Concerto realizzato ora in perfetta intesa con un pianista di eccellente caratura quale Nikolai Lugansky; opera fin troppo consumata dal maluso, ancor oggi spesso impiegata come prova di forza per mani d’acciaio, l’altra sera ha ritrovato tutta la sua grandiosa eloquenza e insieme la sua poetica intimità attraverso una visione sinfonica la cui complessità Temirkanov è andato svelando seguendo e animando le imponenti ondate che plasmano l’inquieta struttura ma cogliendo al tempo stesso le inflessioni più segrete, quelle che lasciavano pure intendere con quale organicità il pianoforte – dopo il magico biglietto da visita del tema d’apertura, dal sapore gregorianeggiante  («un tema che si è scritto da sé» diceva Rachmaninov ) – si fa protagonista, con punte di virtuosismo trascendentale rimanendo pur sempre parte integrante di un tessuto così palpitante. Da ciò la necessità di un’intesa che l’altra sera si è rivelata straordinaria: Lugansky ha qualità pianistiche di grande rilievo ma pure una musicalità (è anche raffinato camerista) di cui la sua tecnica smagliante è chiaramente nutrita, nella qualità del suono, nella ariosità del fraseggio, nel modo di articolare certi dettagli. Festeggiatissimo ha offerto ancora una pagina di Rachmaninov, il visionario Preludio in sol diesis, dodicesimo dell’op.32. Altra prospettiva nella seconda parte con i «Quadri» di Musorgskij, pur rimanendo in Russia, una Russia più terrigna rispetto a quella di Rachmaninov che ha un occhio verso occidente, anche se l’orchestrazione di Ravel spoglia non poco la “russicità” che impregna genialmente l’originale pianistico per innescare invece la sfida tecnica, estrema per gli strumentisti quanto per il direttore; sfida che Temirkanov ha gestito con quel segno ineffabile, di rigore e di estro insieme, disegnando ogni quadro secondo il carattere scavato nella materia musicale più che nell’effetto illustrativo e con quell’autorevolezza alla quale i nostri esecutori hanno mostrato ormai una ben apprezzabile aderenza. Serata trionfale, accompagnata dall’augurio e dalla speranza che la presenza di Temirkanov si rinnovi con la stessa felicità.